Additivi reologici inorganici



Questa categoria comprende svariati prodotti, la maggior parte dei quali deriva dalle argille e dalla silice.
Ogni particella di argilla può essere composta da molte lamelle, che in seguito alla penetrazione dell'acqua si allontanano tra loro producendo un certo rigonfiamento. Tra i derivati dell'argilla ritroviamo l'ettorite, la bentonite e il silicato di magnesio ed alluminio.

Silice pirogenica

Il potere viscosizzante è dovuto all'instaurarsi di legami idrogeno tra particelle e solvente, e tra le particelle stesse, con formazione di un network. La viscosità delle dispersioni è proporzionale alla superficie specifica della silice. Vengono utilizzate come viscosizzanti e sospendenti in dentifrici e in emulsioni, in lipstick e mascara forniscono stabilità alla temperatura, negli antitraspiranti spray riducono i fenomeni di coagulazione dei sali di alluminio.

Silicato di magnesio e alluminio


E' un' argilla smectitica naturale in grado di rigonfiarsi in acqua e di impartire interessanti proprietà reologiche ai preparati acquosi. Ampiamente utilizzato in emulsioni come sospendente e viscosizzante.

Ettroite

L'ettorite (INCI: Hectorite - SodiumMagnesiumSilicate) fa parte delle argille idrofile. Si caratterizza per una forza viscosizzante ben superiore alla bentonite, a causa delle lamelle molto piccole che lo compongono. Il derivato sintetico dell'ettorite, il silicato di sodio o magnesio, è un viscosizzante eccellente rispetto a quello naturale, e non richiede particolari processi di agitazione durante la formulazione del prodotto cosmetico. L'ettorite trova impiego nelle emulsioni O/A, nei dentifrici e negli shampoo.

Bentonite

Argilla a base di silicato di alluminio. Essendo piuttosto idrofila forma in acqua sospensioni colloidali. Si impiega essenzialmente come viscosizzante e agente sospendente in emulsioni e sospensioni in concentrazione tra 1 e 5%.


Tra i derivati delle silici troviamo le silici amorfe, che si differenziano dalle silici cristalline per la distribuzione casuale degli atomi che le compongono. Le silici amorfe sono le silici precipitate, il gel di silice e la silice pirogenica.
La silice è un ossido inorganico polimerico, con formula SiO2. La possiamo ritrovare sottoforma cristallina nel quarzo, nella cristobalite e nella tridimite. L'unico inconveniente della silice cristallina è relativo alla tossicità che si riscontra con inalazione della polvere. Per ovviare a questo inconveniente, la silice cristallina viene trattata per dare origine a silice amorfa.

Silici precipitate

Le silici precipitate sono sintetizzate in ambiente basico, per aggiunta di acido solforico a una soluzione alcalina di silicato di sodio. Inizialmente si generano delle particelle di SiO2 che tendono a polimerizzare. Controllando e modificando i vari parametri della reazione si possono modificare forma, dimensioni e porosità delle particelle. Le silici precipitate sono impiegate nei dentifrici in pasta e in gel. Raramente ritroviamo le silici in emulsioni.

Gel di silice

Il gel di silice è ottenuto in ambiente acido liquido, con il risultato di un gel con un contenuto di acqua pari al 70 - 80%. Questo gel viene poi lavato, posto ad essiccare ed infine macinato per ottenere una polvere. Anche in questo caso il gel di silice viene impiegato per la formulazione di dentifrici con funzione viscosizzante o abrasiva.

COME SI SCEGLIE UN MODIFICATORE REOLOGICO?

In questa classifica vengono riportati i principali punti da tenere in considerazione durante la scelta accurata dei modificatori reologici, per una buona riuscita del prodotto cosmetico. La scelta di un modificatore reologico varia a seconda:

  1. Delle caratteristiche chimico-fisiche del modificatore reologico che si va ad utilizzare;
  2. Delle caratteristiche chimico-fisiche della formulazione;
  3. Del marketing del prodotto che ci si appresta a formulare;
  4. Del tipo di fase che abbiamo nella nostra formulazione. Se la fase è acquosa si sceglierà un additivo reologico adatto ad ambienti acquosi, se invece la fase prevalente è lipidica si sceglierà un reologico adatto a fasi lipidiche;
  5. Del tipo di formulazione che dobbiamo creare. Un gel o un'emulsione. L'obiettivo principale è la limpidezza. È chiaro che gli obiettivi tra un'emulsione e un gel sono ben diversi. Il gel dev'essere trasparente o limpido e ben viscosizzato, quindi la scelta di un ottimo modificatore reologico è fondamentale. Invece, per le emulsioni la scelta dei vari modificatori reologici è nettamente più ampia, perché sul prodotto finale la limpidezza è un aspetto che conta relativamente poco.