Sodio Carenza, Eccesso ed Ipertensione


Sodio

Il equilibrio acido-base. Non trascurabili anche gli aspetti nervosi; il sodio, infatti, risulta coinvolto come agente di mantenimento del potenziale di membrana e di trasmissione dell'impulso.
Il sodio viene introdotto mediante l'alimentazione in maniera pressoche continua e scarsamente selettiva, poiche risulta uno ione largamente diffuso negli alimenti; inoltre, e altamente assorbibile, soprattutto in prossimita del tenue e del colon.
Il mantenimento omeostatico del sodio (come quello degli altri elettroliti) avviene soprattutto grazie al controllo renale; nello specifico, il minerale subisce un riassorbimento tubulare che viene facilitato o inibito (0,5-10% di oscillazione) mediante regolazione ormonale mediata soprattutto dall'aldosterone, un ormone di secrezione surrenale prodotto nella regione glomerulare della porzione corticale del surrene.

Le uniche perdite inevitabili di sodio sono costituite dalle feci, dal sudore e dal muco (quest'ultimo di importanza marginale), ma al fronte di un'alimentazione tendenzialmente ipersodica, quindi molto ricca di sodio, tali perdite costituiscono solo il 7% circa dell'apporto giornaliero (con le dovute differenze in ambito sportivo). In gravidanza e fabbisogno non pare necessario integrare il quantitativo di sodio alimentare.

Carenza di sodio


La carenza di sodio e estremamente rara. Puo essere indotta da diete iposodiche e/o da perdite sudoripare anormali e/o da lesioni renali e/o da diarrea cronica; piu frequentemente dall'associazione di piu fattori. Una grave carenza di sodio comporta inevitabilmente l'alterazione della conducibilita nervosa, dell'equilibrio acido base e verosimilmente della pressione oncotica extra cellulare.

Eccesso di sodio

Per contro, l'eccesso di sodio, seppur di improbabile aumento della pressione extracellulare con conseguente ritenzione di liquidi come reazione di mantenimento della naturale concentrazione chimica extracellulare; inoltre, non si esclude la possibilita che nel lungo termine una condizione simile possa originare sindromi edematose indiscriminate degli interstizi (ritenzione idrica). Parallelamente, l'eccesso di sodio alimentare si correla positivamente all'incidenza dell'ipertensione arteriosa ed alla maturazione dell'sale, sodio ed osteoporosi).

Sodio e ipertensione

Come gia esposto, l'eccesso di sodio alimentare determina (in particolar modo nei soggetti sensibili) la comparsa di ipertensione arteriosa. Quest'affermazione e ampiamente giustificata e dimostrata da numerosi studi di popolazione e trials clinici che mettono in luce una correlazione diretta e proporzionale tra i due fattori.

Altre variabili che spesso si accompagnano ad una pessima alimentazione influenzano positivamente la comparsa di ipertensione; tra questi fattori di rischio ricordiamo l'obesita, l'iperglicemia ed il diabete, la sindrome metabolica, la scarsa qualita dei grassi dietetici (troppi saturi e pochi omega3), l'abuso di alcol, il tabagismo, la scarsita nutrizionale di potassio e magnesio, la sedentarieta e lo stress psicologico.

E' opportuno precisare che l'ipertensione e si una patologia potenzialmente ingravescente, tuttavia, vista la CONTINUITA' della relazione tra sodio ed ipertensione, e anche possibile affermare che la restrizione dietetica dal sodio possa migliorare/diminuire i valori pressori arteriosi in soggetti ipertesi, ma anche in soggetti sani. Alla luce di cio, e evidente che la completa abolizione del sodio alimentare aggiunto (NON naturalmente contenuto negli alimenti) ridurrebbe drasticamente anche la mortalita per vasculopatie di tipo acuto.