Philadelphia Formaggio


Generalita sul Philadelphia – formaggio cremoso spalmabile


Il Philadelphia e un Sottilette Kraft, anche il Philadelphia ha riscosso un successo tale da divenire il sostantivo stesso dell'alimento che rappresenta; oggi, infatti, non e piu uso comune parlare di formaggio cremoso spalmabile, poiche in molti lo identificano col termine Philadelphia.


Produzione del noto formaggio cremoso spalmabile: la produzione del Philadelphia avviene per automatizzazione meccanica e non e previsto alcun intervento di manodopera (maggior garanzia igienica e standardizzazione qualitativa).

  1. Il processo inizia miscelando il latte vaccino alla pastorizzato, quindi raffreddato.
  2. Segue l'incorporazione dello starter biologico (fermenti lattici), finalizzata ad ottenere:
  1. Acidificazione
  2. Strutturazione organolettica e gustativa
  3. Coagulazione proteica (proteine caseine).
  • A questo punto, il composto viene ulteriormente scaldato, in modo da ottenere una maggior separazione peptidica; tale accorgimento consente di isolare, oltre alle caseine, anche le proteine del siero (similmente ai fiocchi di latte, questo latticino contiene sia le proteine del formaggio, sia quelle della ricotta).
  • L'utilizzo di apposite centrifughe determina la separazione del siero ipo-proteico dalla cagliata, poi salata ed arricchita con altri ingredienti.
  • La massa solida viene infine mescolata (ed eventualmente addizionata per creare i Philadelphia speciali), modellata e confezionata.
  • NB. La versione dietetica di questo formaggio cremoso spalmabile, ovvero il Philadelphia light, e caratterizzata da una minor presenza di panna.


    Cenni storici sul Philadelphia: il primo formaggio cremoso spalmabile nasce nel 1872 grazie a William Lawrence (lattaio newyorkese), ma solo nel 1880 acquisisce il nome Philadelphia (scelta dettata dalle strategie di marketing dell'epoca). Dopo 23 anni, il marchio passa a Phenix Cheese Company (sempre newyorkese), successivamente assorbita dalla Kraft (1928). Negli anni a venire il noto formaggio conquista il palato di molte nazioni (anche del vecchio continente) e nel 1971 giunge in Italia. Dalla sua nascita ad oggi, il marchio Philadelphia ha sfornato formaggi cremosi spalmabili in innumerevoli versioni e varianti.

    Caratteristiche nutrizionali del Philadelphia


    Il Philadelphia e un latticino (poiche contiene lattosio) meno ipocalorico di quanto si possa credere. L'apporto energetico e infatti simile a quello di altri formaggi freschi (come la mozzarella, la crescenza ecc.) e, in alcuni casi, addirittura superiore.
    Il Philadelphia classico si distingue dalla variante light per il maggior apporto lipidico e la minor concentrazione di proteine, aspetto che ne determina la maggior densita energetica.
    Per quel che concerne i carboidrati, si evidenzia un piccolo quantitativo di zuccheri semplici (verosimilmente lattosio) e tracce o modeste grammature di carboidrati complessi e nutrienti (anomali per un prodotto che rientra nel II° gruppo fondamentale) puo essere spiegata con l'impiego di additivi alimentari addensanti. NB. Il Philadelphia e controindicato per i soggetti notevolmente intolleranti al lattosio.
    Il Philadelphia classico apporta una discreta frazione energetica e buone quantita di grassi, in prevalenza saturi, caratteristica che ne preclude l'impiego frequente e sistematico nella dieta dell'ipercolesterolemico (o di chiunque abbia un rischio cardio vascolare medio-elevato), del soggetto in obeso.L'sali minerali, sono discreti gli apporti di calcio, fosforo e riboflavina (tipicamente contenuta nel latte e nei suoi derivati).

    Valori Nutrizionali

    Composizione nutrizionale del Philadelphia o formaggio cremoso spalmabile - Valori di riferimento del sito Philadelphia Kraft (primi due) e delle Tabelle di Composizione degli Alimenti INRAN (terzo e quarto formaggio)

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