Omega 6 e Rischio CardioVascolare Leccesso pericoloso


E' noto come il rischio cardiovascolare sia influenzato dal tasso di colesterolo totale e ancor piu dal tipo di lipoproteine (LDL, HDL ecc.) circolanti nel malattie genetiche ed ereditarie, per ottenere un controllo del normopeso

  • Mangiare in maniera adeguata
  • Fare esercizio fisico
  • Il raggiungimento della massa muscolare e la riduzione (se eccessiva) di quella adiposa, in modo da avere un controllo ottimale sul nutrienti (l'obesita e correlata alla sindrome metabolica, un disturbo che prevede molti scompensi del carboidrati, della pressione sanguigna ecc.). Il mantenimento di una buona forma fisica puo essere ottenuto assumendo il giusto quantitativo di energia (calorie - kcal) in presenza di attivita fisica specifica e regolare.
    Per mangiare in maniera corretta e anche necessario, oltre ad introdurre il giusto quantitativo di calorie, ripartire i nutrienti in maniera adeguata; in parole povere, per ridurre il colesterolo circolante e il rischio cardiovascolare bisognerebbe:

    1. Ridurre gli acidi grassi trans, tipici delle margarine idrogenate, e tutti i prodotti che li contengono (dolci confezionati, snack, prodotti da forno ecc.).
    2. Ridurre gli acidi grassi saturi, tipici dei grassi animali (carne, grassi insaturi (monoinsaturi e polinsaturi), soprattutto essenziali (derivanti prevalentemente dai vegetali MA non tutti!). Sono da escludere gli oli tropicali o idrogenati, come quello di palma, e sono da prediligere l'olio di soia, l'olio di vinaccioli (entrambi ricchi di acidi polinsaturi anche essenziali), l'olio extravergine (ricco di acidi monoinsaturi) e alcuni alimenti (pesce azzurro, merluzzo, frutta secca con moderazione ecc).

    Tra gli alimenti sopra citati, alcuni apportano acidi grassi essenziali in buone quantita (AGE: Omega 3 ed Omega 6); secondo le linee guida dei LARN, questi dovrebbero essere introdotti con la dieta per il 2,5% delle Omega3 (rapporto 4:1).

    Fonti principali dei vari acidi grassi alimentari.
    Acidi grassi Fonti alimentari
    Saturi Carni animali (soprattutto ruminanti e suini), latte e latticini, burro, tuorlo, grassi animali in genere
    Monoinsaturi Olio di oliva, carne di pollo allevato a terra
    Omega-6 Oli di semi (mais, vinacciolo,
    girasole)
    Omega-3 Pesce, olio di lino
    Ac. grassi insaturi
    trans
    Vecchie margarine dure
    in panetto

    La funzione protettiva, grazie alla riduzione del rischio cardiovascolare, e l'assenza di effetti collaterali degli Omega3 sono caratteristiche ormai note e comprovate dalla comunita scientifica mondiale; al contrario, la salubrita dell'apporto degli Omega6 (che nella dieta occidentale raggiungono un rapporto di 12:1 rispetto agli Omega3), non e stata ancora ben definita. Infatti alcune sperimentali hanno sviscerato un potenziale pro infiammatorio di questi acidi grassi polinsaturi, rendendoli (ad alte dosi) inadatti alla riduzione del rischio cardiovascolare.


    Sara vero?


    Di seguito tratteremo i piu recenti approfondimenti riguardanti gli effetti degli Omega6 in vivo (sull'organismo).
    Gli acidi grassi Omega6, in particolare l'acido linoleico, sono in grado di ridurre la colesterolemia totale e quella LDL (colesterolo cattivo), anche se tendono ad anteporre questo aspetto positivo ad una blanda riduzione della frazione buona HDL. Ad ogni modo, l'effetto ipo-colesterolemizzante sulle LDL e decisamente maggiore rispetto al possibile lieve calo delle HDL, che sostanzialmente rimangono stabili (tutt'al piu si riducono leggermente). Il bilancio finale degli omega-6 e quindi un effetto nettamente positivo sulla colesterolemia.


    Sia chiaro che per ottenere dei benefici dalla correzione dei lipidi alimentari consumati, e necessario sostituire gli omega-6 e gli omega-3 ai grassi saturi ed idrogenati; il loro apporto, quindi, non dev'essere additivo ma sostitutivo. Inoltre, e fondamentale rispettare il vincolo calorico complessivo; un'alimentazione troppo ricca di grassi e calorie, anche se composta da lipidi di ottima qualita, rischia di vanificare l'effetto protettivo di questi ultimi sul rischio cardiovascolare.


    L'acido linoleico non sembra invece agire sui livelli di trigliceridi; inoltre, qualche studio ha dimostrato anche un potenziale di riduzione della pressione arteriosa e del PAI (molecola antifibrinolitica), aspetti che lo renderebbero sempre piu simile agli Omega3. Alti apporti di acido linoleico si assocerebbero anche a una migliore sensibilita insulinica.
    Nella quasi totalita degli studi in circolazione l'assunzione, degli Omga6 si associa ad una riduzione significativa del rischio d'infarto; in un celebre studio delle infermiere statunitensi (Nurses' Health Study), le donne con un maggior apporto di acido linoleico presentavano un rischio di infarto inferiore del 30% rispetto alle altre.
    L'unico aspetto negativo degli acidi grassi polinsaturi da non trascurare e la fragilita; essi sono piu soggetti a deterioramento ossidativo e termo labilita, pertanto e buona norma non esporli alla luce, all'ossigeno, a temperature oltre il cotture.
    Per contro, in vivo, gli Omega6 stanno dimostrando un potenziale PRO-infiammatorio NULLO, smentendo i risultati ottenuti in precedenza in vitro; non solo! Pare che analizzando accuratamente certi marcatori (citochine ecc.), l'assunzione di Omega6 si correli con buoni miglioramenti dei parametri di infiammazione sistemica.
    A conti fatti, pare che l'alterazione del rapporto tra Omega3 e Omega6 a favore di questi ultimi sia di gran lunga meno importante di quanto previsto; e chiaro che l'alimentazione dovrebbe privilegiare l'assunzione di alimenti ricchi di Omega3, in quanto risultano meno frequenti e in concentrazioni inferiori negli alimenti; tuttavia, se la dieta si caratterizza per un rapporto Omega6/Omega3 superiore a 4:1 non sembrerebbe il caso di allarmarsi troppo.
    Ricordiamo inoltre che la popolazione italiana risulta ancora carente di acidi grassi essenziali nella dieta; pertanto, e consigliabile cercare di aumentarne il consumo attraverso la sostituzione dei grassi SATURI di origine animale (e quelli idrogenati contenenti acidi trans), con quelli polinsaturi contenuti negli oli da condimento (estratti a freddo) e nel pesce azzurro, nel salmone, nel merluzzo ecc. (se possibile pescati e non allevati).
    In definitiva, variando la tipologia degli oli da condimento (oltre all'extravergine d'oliva anche di soia, di mais, di vinaccioli, di noce ecc.), incrementando il consumo di pesce, riducendo quello di tuorlo d'uovo e di derivati del latte... e possibile incrementare l'apporto di acidi grassi polinsaturi essenziali, compresi gli Omega6. Una modifica simile dello stile alimentare e essenziale in quanto:

    gli Omega6, e soprattutto l'acido linoleico, determinano una riduzione della colesterolemia totale ed LDL, quindi del rischio cardiovascolare complessivo.

    Anche se e ormai comprovata l'esistenza di una netta e lineare correlazione tra il contenuto in acido linoleico della dieta e la riduzione del rischio cardiovascolare, esagerare con l'assunzione di omega-sei a fronte di un basso apporto di omega-tre potrebbe aumentare il rischio di sviluppare patologie ad eziologia infiammatoria/autoimmune.


    Apporti alimentari raccomandati di omega 6: l'apporto dietetico di omega 6 per la prevenzione del rischio cardiovascolare dovrebbe essere nell'ordine del 5-10% delle calorie totali giornaliere. Si tratta quindi di percentuali piu generose rispetto a quelle consigliate dai LARN (2%).