Olio di Krill


Cos'e il krill?

Il krill (termine di origini nord-europee) e un insieme di diverse specie animali invertebrate (prevalentemente crostacei) comprese nell'ordine Euphausiacea. Si tratta fondamentalmente di zooplancton, il quale associandosi al fitoplancton, ad altri microorganismi (alghe unicellulari, protozoi ecc), larve, ed organismi complessi come meduse o alghe pluricellulari, va a costituire il PLANCTON.

Il plancton (quindi anche il krill) rappresenta una fonte alimentare essenziale per la sopravvivenza di numerose specie marine quali: cetacei, squali balene, pesce azzurro ed uccelli acquatici.

La catena alimentare marina parte dal fitoplancton che si perpetua utilizzando i nutrienti disciolti nell'luce solare. Del fitoplancton se ne ciba lo zooplancton, quindi anche il krill.

In definitiva, il krill rappresenta il secondo gradino della catena alimentare marina.

Il krill come fonte di reddito


Il krill e presente in maniera quasi ubiquitaria nelle acque di tutto il globo; la sua densita raggiunge i massimi livelli con temperature basse, pertanto l'habitat ideale di questi piccoli crostacei e rappresentato dai mari del nord. Cio nonostante, il krill rappresenta prevalentemente una risorsa economica del Giappone, che lo preleva nelle acque meridionali dell'isola attraverso una pesca altamente specifica.
Il prelievo globale di krill - utilizzato per lo piu a scopo alimentare animale nelle acquacolture, come esca per la pesca e per l'industria farmaceutica o degli integratori alimentari - ammonta a 150-200.000 tonnellate annue. Solo in Giappone e nella Russia dell'est il krill costituisce una risorsa alimentare per l'uomo (okiami).

Cos'e l'olio di krill?

L'olio di krill e un prodotto oleoso (quindi lipidico) di recente introduzione sul mercato degli integratori alimentari; l'olio di krill, peraltro oggi fortemente pubblicizzato, rappresenta un'ottima fonte di acidi grassi polinsaturi essenziali della famiglia omega3 (ω?3). L'olio di krill, dicono certi esperti, vanta una qualita alimentare e nutrizionale superiore rispetto ad altri comuni integratori alimentari; a giustificare un'affermazione simile potremmo citare che:

  1. Come gia specificato, il krill rappresenta uno dei primi step della catena alimentare marina, pertanto, l'eventuale (ed a mio avviso inevitabile) contaminazione di mercurio e/o diossina non viene aggravata dalla longevita della specie, che invece riguarda altre creature marine. A certi esperti pare logico che all'aumentare delle dimensioni della creatura (ad esempio il oli alimentari derivanti dai vegetali (olio di lino, di soia, vinacciolo, ecc.), contiene soprattutto omega3 Acido Eicosapentaenoico (EPA - 20:5 n-3) ed omega3 Acido Docosaesaenoico (DHA - 20:6 n-3), due molecole che, al contrario del precursore vegetale acido Alfa-Linolenico (ALA - 18:3 n-3), risultano altamente disponibili e biologicamente attive.
  2. Inoltre, l'olio di krill garantisce la presenza di un notevole quantitativo di retinolo (vitamina A), tocoferoli (vitamina E) ed anstaxanthina (un particolare carotenoide, pertanto un precursore della oli vegetali ed anche di quelli estratti dal pesce (fegato di merluzzo e salmone). Questo incredibile fabbisogno; tuttavia, anche in questo caso gli antiossidanti contribuiscono ad incrementare il potenziale di conservazione e stabilita del prodotto.
  3. L'olio di Krill contiene anche ottime quantita di fosfatidilcolina, un fosfolipide legato alla colina e fortemente presente sulla superficie delle membrane cellulari; la fosfatidilcolina e il costituente principale della lecitina, una molecola IPOcolesterolemizzante (contenuta anche nel tuorlo d'uovo, nella soia, nei legumi in genere ecc.) che nell'industria alimentare rappresenta un comune additivo emulsionante (E322).

Impieghi dell'olio di krill

L'utilizzo terapeutico dell'olio di krill e riferito soprattutto alle proprieta benefiche degli acidi grassi essenziali omega3 EPA e DHA, ed al potenziale antiossidante delle rapporto tra omega3 ed omega6 dell'olio di krill sia di 15:1 contro il 3:1 di un olio di pesce comune, e che il relativo potenziale di assorbimento sia migliore del 10%, non si tratta di caratteristiche tali da poter giustificare la differenza a dir poco abissale nel prezzo degli integratori commercializzati. Il quantitativo di antiossidanti e superfluo, almeno per quanto riguarda i fabbisogni nutrizionali, e la loro addizione a fini conservativi (fino a 2 anni) potrebbe essere svolta senza problemi anche nell'olio di salmone o di fegato di merluzzo (tocoferoli, retinolo e carotenoidi non sono molecole eccessivamente costose); lo stesso vale per la fosfatidilcolina.
In definitiva, l'olio di krill rappresenta un integratore alimentare dalle qualita senza dubbio notevoli, ma ancora una volta eccessivamente enfatizzate. Come tutti i prodotti a base di omega3, l'olio di krill PUO' avere un impatto positivo e terapeutico nei soggetti che:

  1. NON introducono quantita di EPA e DHA sufficienti con la dieta
  2. Presentano condizioni cliniche caratterizzate da infiammazione cronica e sistemica (come la sindrome metabolica o le malattie infiammatorie croniche intestinali)
  3. Sono soggetti a dislipidemie del colesterolo ematico totale 200 mg/dl , LDL 130-189 mg/dl, HDL 40-50mg/dl)
  4. Sono soggetti a ipertrigliceridemia (trigliceridi ematici 200 o peggio 500 mg/dl )
  5. Ipertesi o a rischio di ipertensione (pressione arteriosa 130-139 su 85-89 mmHg)
  6. aterosclerosi, trombosi, ictus ecc).