Dieta povera di fibra Dieta a basso residuo


La fibra o digeribile per l'essere umano; tuttavia, pur non essendo considerata un vero e proprio nutriente, la fibra e senz'altro una componente alimentare molto importante per il corretto funzionamento dell'organismo, in particolare dell'intestino.

La fibra si divide in solubile e insolubile, e svolge numerose funzioni; tra queste:

  • Conferisce il senso di peristalsi intestinale e favorisce l'evacuazione sistematica delle feci
  • Rimuove le scorie dall'intestino
  • Modula/rallenta l'assorbimento dei grassi e degli zuccheri
  • Limita l'assorbimento del colesterolo
  • Riduce l'impennata glicemica e insulinica
  • Alimenta parzialmente la flora batterica intestinale

Una dieta povera di fecale ed ostacola il processo fisiologico (nervoso) di innesco delle contrazioni peristaltiche di segmentazione e avanzamento. D'altro canto, nonostante la tendenza collettiva sia quella di mangiare POCA fibra rispetto alle raccomandazioni (che suggeriscono circa 30g/die), in certi casi patologici e necessario limitarla drasticamente per ridurre disturbi o effetto lassativo sul tubo digerente; i casi in cui potrebbe essere necessario applicarla sono prevalentemente:

  • Sindrome del colon irritabile
  • Coliti (infiammatorie, infettive, chimiche, ecc)
  • Intolleranze e allergie
  • Terapie farmacologiche
  • Terapia radioattiva
  • Resezione intestinale (per tumore, morbo di Crohn o colite ulcerosa)
  • Preparazioni ad indagini diagnostiche endoscopiche del tratto itestinale (es. colonscopia)
  • Ecc.

Per logica, al ripristino delle normali condizioni fisiche (se possibile), la dieta a basso residuo dovrebbe essere interrotta reintegrando la quota di fibra alimentare consigliata.
In termini pratici, la dieta povera di fibre o a basso residuo e uno schema nutrizionale povero di frutta, ortaggi, cereali e leguminose che, se presenti, DEVONO essere lavorati/raffinati in modo da eliminare quantomeno il tipico rivestimento esterno (buccia, pericarpo o altri tegumenti fibrosi, ecc.) notoriamente ricco di questo elemento (in sostanza occorre comunque evitare i cereali integrali).
Pur non essendo correlati con l'apporto di fibra alimentare, anche il latte e i latticini (o gli alimenti che li contengono) possono essere limitati/interrotti nella somministrazione della dieta a basso residuo; questa scelta non e casuale e si basa sul concetto che, nella maggior parte delle sofferenze intestinali, gli enzimi lattasi presenti sulla mucosa si riducono drasticamente provocando la fermentazione batterica del lattosio e la conseguente sintomatologia annessa (vedi metodi di cottura per la dieta povera di fibre o a basso residuo sono moderati e non violenti; non dovrebbero mai innescare eccessivamente la reazione di Maillard e/o la produzione di molecole tossiche/irritanti per la mucosa intestinale (acrilamide, acroleina, idrocarburi policiclici aromatici ecc.). Sono consigliati: bollitura, cottura a vapore, grigliatura, la frittura, la tostatura e la spezie, tipo pepe, peperoncino, curry, coriandolo, cumino, ecc.
NB. Nel caso in cui la dieta a basso residuo provocasse un effetto eccessivamente stringente sulle feci, e consigliabile prima di tutto incrementare l'apporto idrico (compromesso per l'eliminazione di frutta e verdura) e, solo in un secondo momento, reinserire la fibra poco per volta.


ATTENZIONE! La dieta povera di fibre o a basso residuo determina una riduzione secondaria di una bona porzione di sali minerali (magnesio, vitamina C, di B-carotene e di nutrienti.