Dieta per lepilessia


In clinica, la Cura dell'obesita

In merito all'epilessia, pare che alcuni studi abbiano messo in luce il potenziale terapeutico dei corpi chetonici nel controllo dei sintomi epilettici in bambini che non rispondono correttamente al trattamento farmacologico (eta inferiore a 10 anni di vita). In base ai risutati, questa condizione di attacchi epilettici convulsivi.

Epilessia

L'epilessia e un disturbo cronico caratterizzato da una sintomatologia di convulsioni piu o meno frequenti associate a scariche neurali involontarie. Le convulsioni rappresentano l'alterazione neurologica piu frequente in eta pediatrica ma la loro singola insorgenza NON costituisce epilessia (vedi ad esempio le convulsioni febbrili), invece definita da una storia clinica peculiare e confermata da diagnosi ben piu specifiche.
L'incidenza dell'epilessia e di 50 casi su 100.000 individui l'anno, con prevalenza di manifestazione nel primo anno di vita, ed il 75% entro i 20 anni; i maschi risultano piu coinvolti delle femmine.

Crisi epilettiche


La crisi epilettica e provocata dall'anormala ed eccessiva sollecitazione dei neuroni del cervello; le relative scariche elettriche sono provocate dall'alterazione oscillatoria (ad alta ampiezza) del potenziale di membrana cellulare.

Classificazione dell'epilessia

La classificazione dell'epilessia risale al 1989 e divide le varie forme patologiche in due gruppi:

  • Epilessie parziali (convulsioni di origine focale, ovvero che originano da un punto ben preciso della corteccia cerebrale)
  • Epilessie generalizzate (covulsioni che originano indistintamente da entrambi gli emisferi cerebrali)

Entrambe le categorie possono venir differenziate in base all'eta di insorgenza e/o sulla presenza di quadri clinici peculiari (forme sindromiche). Inoltre, e anche possibile riconoscere forme di epilessia sintomatiche-secondarie (cause note) da quelle idiopatiche-primiitive (causa sconosciuta).
Le convulsioni epilettiche possono essere semplici o complesse in base allo stato di coscienza del soggetto e possono evolvere in forme genralizzate e/o complesse.

Eziologia delle convulsioni

Le cause principali di epilessia sono tre:
  • Occasionali
  • Per danno cerebrale cronico, congenito o acquisito
  • Genetiche

Occasionali: infezioni intracraniche, malattie metaboliche, intossicazioni, encefalopatia ipertensiva, malattie renali, traumi cranici, ipossia cerebrale acuta, accidenti cerebrovascolari.
Per danno cerebrale cronico, congenito o acquisito: sono secondarie a danni prenatali, perinatali o post natali.
Genetiche: ereditarie, possono provocare sia le forme idiopatiche che quelle sintomatiche.

Diagnosi dell'epilessia

La diagnosi di epilessia si basa sulla descrizione dell'evento critico e della sintomatologia, nonche sull'esame elettromiografico. Successivamente, gli accertamenti neuroradiologici (TAC e/o RMM) consentiranno di classificare l'eziologia della forma epilettica.
La diagnosi differenziale piu frequente, soprattutto in soggetti troppo giovani, quindi incapaci di descrivere correttamente la sintomatologia (ed in assenza di terzi presenti), prevede l'esclusione di fenomeni parossistici (esasperazione dovuta ad una condizione patologica culminante) tra i quali: cause psichiche o affettive, reflussi gastroesofagei, disturbi del sonno, eventi sincopali, parassonnie, masturbazione (ricordiamo che si tratta di soggetti in eta pediatrica) ecc.
NB. Una diagnosi errata puo determinare serie complicazioni imputabili all'uso protratto di farmaci inutili per i pazienti sani, o viceversa, alla mancata terapia in soggetti malati.

Dieta chetogenica

La dieta chetogenica e una strategia alimentare utile per la riduzione del peso corporeo e della massa grassa; essa si basa sulla riduzione DRASTICA (ed eccessiva) dei glucidi, con aumento della razione proteica e di quella lipidica. Con un sistema simile e possibile:

  • Impedire i picchi insulinici (ormone che, se prodotto in eccesso, e responsabile della lipogenesi e del blocco della grassi possibile derivanti dal tessuto adiposo (nella chetogenica mancano gli zuccheri, pertanto l'organismo si vede obbligato ad ossidare piu acidi grassi.

Alla luce di quanto citato, parrebbe che la dieta chetogenica sia un metodo dimagrante altamente proficuo; tuttavia, anche questa terapia NON risulta priva di aspetti negativi, anzi... al contrario! Probabilmente si tratta della dieta sbilanciata e scorretta per eccellenza. Vediamo perche:

  • In una chetogenica, l'organismo e obbligato a svolgere quanta piu neoglucogenesi possibile; questo accade perche i lipidi (da soli) NON sono sufficienti a mantenere i metabolismi energetici cellulari. Infatti, l'fegato (a partire dagli amminoacidi alimentari e dei tessuti corporei, e solo in minor parte dal glicerolo costituente i trigliceridi).

NB. Questo non accade per gli leucina, isoleucina e valina), che pero NON sono sufficienti a ridurre significativamente la neoglucogenesi complessiva.


La produzione ex-novo di epatociti mediante la deaminazione e la transaminazione dei gruppi amminici (contenenti azoto). Questi prodotti di rifiuto (soprattutto ammonio) non possono essere semplicemente espulsi, necessitano un'ulteriore conversione in urea, processo che avviene ancora una volta nel fegato mediante il ciclo dell'urea. Quest'ultima puo finalmente essere filtrata dai reni ed espulsa con le urine. Anche per un profano (figuriamoci per un professionista) dovrebbe essere logico che, sebbene questi processi possano rappresntare delle tappe metaboliche normali per l'organismo (si manifestano anche in condizioni di epatico e renale in condizioni di dieta chetogenica rispetto a quello relativo ad una dieta equilibrata E' ABISSALE. In definitiva, sottoporre gli organi ad un super-lavoro costante e continuo NON e un'abitudine salutare!

  • La combustione di acidi grassi ed amminoacidi per il sostenimento dei metabolismi energetici presenta un inconveniente (che nella dieta chetogenica rappresenta paradossalmente un vantaggio), ovvero l'accumulo di molecole tossiche. Queste, definite corpi chetonici o chetoni (acetone, acetoacetato e 3-idrossibutirrato), interagiscono con l'organismo attraverso l'INTOSSICAZIONE e la DISIDRATAZIONE sistemici. L'intossicazione coinvolge TUTTI i tessuti indiscriminatamente, ma quelli piu visibilmente colpiti appartengono al sistema nervoso centrale (SNC); senza scendere nei dettagli, l'eccesso di queste molecole svolge un potere inibitorio sugli stimoli del cervello, tra i quali anche la FAME; in pratica, i corpi chetonici stordiscono il SNC al punto da ridurre l'osmotiche e la loro eliminazione avviene SOPRATTUTTO con le urine (oltre che con il respiro e la sudorazione). Filtrando i chetoni, i reni non possono far altro che lasciar andare un gran quantitativo di plasma sanguigno, oltre che la pressione arteriosa.

NB. Ricordiamo che gli organi maggiormente affaticati dalla dieta chetogenica sono i reni, i quali oltre ad avere un carico di lavoro esponenziale rispetto alla norma, subiscono direttamente l'effetto tossico di tutti i corpi chetonici che devono essere necessariamente filtrati.

  • La dieta chetogenica porta quindi alla chetosi metabolica; ricordiamo che, per quanto sia vero definire i corpi chetonici un potenziale acidosi metabolica grave, una condizione estremamente pericolosa che puo indurre (a causa dell'abbassamento del pH sanguigno) il coma e persino la morte.

Dieta chetogenica ed epilessia: correlazioni

E' noto come l'epilessia rappresenti un disturbo neurologico diffuso ma al tempo stesso difficile da trattare; si stima che circa il 20-30% della popolazione colpita abbia notevoli difficolta a controllare e gestire le crisi convulsive anche mediante terapia farmacologica.
Nell'epilessia, la dieta chetogenica e UTILE ma dev'essere ciclizzata e NON applicata costantemente; l'impostazione avviene a livello ospedaliero, previo ricovero, e dev'essere seguita da controlli periodici dietologici e neurologici.
E' curioso notare come storicamente la dieta abbia costituito l'unica terapia conosciuta per prevenire e controllare l'epilessia (inizio del '900). Questa fu successivamente abbandonata con l'avvento dei primi farmaci e ripresa qualche decennio piu tardi dalla Johns Hopkins University di Baltimora. Ad oggi, le statistiche della Johns Hopkins (su un campione di circa 500 pazienti) riferiscono che: nell'epilessia infantile parziale e resistente ai farmaci, in 90 giorni e possibile notare un dimezzamento degli attacchi seppur riducendo contemporaneamente la cura farmacologica antiepilettica. Altri studi consentono di apprezzare l'applicazione della dieta chetogenica sui pazienti con epilessia; un'autorevole rivista pediatrica ha pubblicato che, in un'altra sperimentale, il 16% dei bambini non ha piu avuto attacchi significativi, il 32% ha manifestato una riduzione degli attacchi superiore al 90%, ed il 56% una riduzione degli attachi del 50%.
La dieta chetogenica costituisce sia un valido aiuto nel controllo dell'epilessia gia trattata che una cura alternativa nell'epilessia resistente ai farmaci. In ogni caso, la chetogenica consente di ridurre i dosaggi delle molecole specifiche, migliorando lo sviluppo psico-motorio e cognitivo dei soggetti in eta pediatrica, nei quali e possibile apprezzare un certo miglioramento della capacita attentiva. L'efficacia della dieta chetogenica e attribuibile ad una riduzione dell'eccitabilita e della trasmissione nervosa grazie all'azione dei corpi chetonici.