Dieta e Cortisolo The Cortisol Connection Diet


La Cortisol Connection Diet e un regime alimentare proposto negli States, nella prima meta degli anni 2000, da Shawn Talbott P.H.D, autore del libro The Cortisol Connection Diet.

Si tratta di un regime alimentare utile al controllo della secrezione di cortisolo nell'organismo; come sappiamo, il cortisolo e un'ormone che, se prodotto in eccesso, manifesta con una certa evidenza alcuni effetti INDESIDERATI sul controllo del peso, come la riduzione della stallo segue un periodo di grande efficacia dimagrante (riduzione del peso corporeo superiore a 3,5-4 kg mensili). Alcuni professionisti interpretano questo arresto nella perdita di peso come un effetto collaterale dell'iper-secrezione di cortisolo, un bio-regolatore che (in molti soggetti, ma NON in tutti) viene prodotto quasi proporzionalmente allo stress generale (sia psichico che fisico).
Dal mio punto di vista e inequivocabile che un ipotetico squilibrio ormonale possa gravare pesantemente sul bilancio metabolico ed energetico, tuttavia sarebbe opportuno cominciare a parlare di concentrazioni ematiche SOGLIA. Non e quindi necessario confermare ulteriormente il rapporto stress-cortisolo, perche in letteratura e gia possibile trovare diversi lavori inerenti; piuttosto, e INDISPENSABILE capire e dimostrare quali siano le fluttuazioni ormonali PARA-fisiologiche che potrebbero ripercuotersi negativamente sull'organismo. In parole povere...

Non importa a nessuno se a causa dello stress viene prodotto piu cortisolo... quello che siamo TUTTI curiosi di sapere e QUALE sia il livello di ipersecrezione controproducente ad una dieta dimagrante!

A mio avviso, senza un dato del genere, tirare in ballo le alterazioni ormonali POTREBBE sembrare un buon pretesto per giustificare il fallimento di uno specialista maldestro e/o di un paziente demotivato. Inoltre, ricordiamo che per una serie di fattori concomitanti, tanto piu ci si avvicina al proprio punto di equilibrio (verosimilmente collocato nei pressi del peso fisiologico desiderabile), tanto meno l'organismo sara disposto a ridurre il proprio peso corporeo.
Una condizione simile spesso induce professionisti e profani ad insistere nella terapia limitando ulteriormente l'apporto energetico dell'alimentazione. Si tratta di un atteggiamento sbagliato, poiche a mio avviso (confermando quanto sostenuto da molti altri specialisti) protrarre eccessivamente una dieta dimagrante (ipocalorica), a prescindere da quanto possa risultare impegnativa, spesso si dimostra una strategia fallimentare e controproducente.
Cortisolo a parte, per stabilire quale sia il limite temporale di un trattamento, e indispensabile tenere in considerazione alcuni fattori:

  1. Compliance terapica, cioe la difficolta o meno del paziente nel seguire e rispettare lo schema alimentare. In base alla Cortisol Connection Diet, la demotivazione e la sofferenza della persona nel seguire un regime alimentare restrittivo o inadatto favorirebbero l'alterazione del cortisolo stesso... io ho dei seri dubbi in merito, anche se pare comunque inequivocabile la correlazione tra dieta NON personalizzata e fallimento della terapia stessa. Quella che per un sostenitore della Cortisol Connection Diet potrebbe sembrare un'impennata di cortisolo... io la giustifico con l'omissione del paziente (spesso per vergogna) nel dichiarare la tendenza a sgarri serali ripetuti. Questi sono spesso giustificabili dall'eccessiva restrizione nutrizionale della dieta.
  2. Equilibrio nutrizionale: non e consigliabile (e non e professionale) somministrare per lunghi periodi schemi alimentare carenti, non equilibrati o che necessitino di integrazione multipla; in ogni caso, qualsiasi ipocalorica (anche la sola riduzione del 10% delle calorie utili) NON dovrebbe essere seguita per piu di 8 mesi. Inoltre, in molti viviamo ancora (chissa per quanto...) nell'epoca dell'abbondanza, che senso ha spendere tanti soldi per mangiare meno e comprare pastiglie?
  3. Variazioni della massa corporea: vedere l'ago della bilancia scendere e certamente un risultato auspicabile, soprattutto per un soggetto in sovrappeso od obeso; cio nonostante, e abbastanza importante che cio corrisponda ad una REALE diminuzione del grasso sottocutaneo con conservazione della massa muscolare. Scendere di peso ma perdere muscolo e assolutamente sbagliato! Si sa che in condizioni di deplezione nutrizionale e inevitabile l'indebolimento dell'anabolismo e della super compensazione muscolari; tuttavia, un obbiettivo realistico potrebbe essere quello di conservare la massa muscolare il piu integra possibile. Anche in questo caso, la Cortisol Connection Diet imputerebbe il catabolismo del tessuto magro all'eccesso di cortisolo circolante; in realta, quel che piu spesso accade e che il paziente esageri con l'attivita fisica contemporaneamente alla restrizione calorica o che il regime dietetico sia tipicamente IPOglucidico e concomitante ad uno sport di valore biologico, lipidi insaturi e polinsaturi) o di bassa qualita (alto indice glicemico, con poche fibre, proteine incomplete, lipidi saturi o idrogenati). Ad ognuno dei 6-7 pasti giornalieri CONSIGLIATI e fondamentale gestire gli alimenti mantenendo alto il Balance Index, compensando gli alimenti di bassa qualita con altri di buona qualita: ad esempio pane bianco (bassa q.) + calorico dimagrante efficace ma non drastico (1200-1800kcal).
    Personalmente, ritengo ammirabile la scelta di fornire quasi tutti i nutrienti in maniera equilibrata ad ogni pasto, e penso sia utile fornire un valido strumento per calcolare le porzioni piu idonee; d'altro canto, non mi si venga a raccontare che la Cortisol Connection Diet NON e ipocalorica! Lo e eccome! Il calcolo delle porzioni, la ripartizione e la gestione dei pasti riflettono palesemente gli schemi alimentari e le linee guida tradizionali, con la differenza che un metodo classico costruisce un programma GRAMMATO, mentre la Cortisol Connection Diet risulta ben piu pratica ed elastica nelle porzioni, e per questo anche approssimativa.


    In conclusione, trovo la Cortisol Connection Diet una strategia utile al dimagrimento controllato ma ancora una volta non si evidenziano concetti innovativi tali da poterne giustificare la predilezione rispetto al metodo tradizionale.