Dieta Crudista


La dieta crudista e un regime alimentare naturista che si distingue per un unico grande comandamento: NON cuocere il cibo.
I primi fondamenti della dieta crudista sono riconducibili al Vangelo della Pace, testo sacro appartenente al ceppo ebraico degli Esseni, mentre nell'ultimo secolo la sua diffusione e da imputarsi soprattutto ai medici indipendenti o naturisti come H.M. Shelton. Una citazione molto importante per i sostenitori della dieta crudista e quella di Gandhi, nel suo ultimo libro del 1949, Regime e riforma alimentare:

Citazione:


Per liberarsi da una malattia, occorre sopprimere l'uso del fuoco nella preparazione del pranzo


Attualmente, la dieta crudista o Raw Food e uno stile alimentare che va molto di moda negli USA, grazie alla sua diffusione tra le celbrita di Hollywood; il suo successo e riconducibile soprattutto ad una presunta azione anti-eta (anti-aging) degli alimenti crudi ed alla divulgazione di un principio secondo il quale l'alimentazione umana NASCE cruda e tale deve rimanere, in quanto il calore, come tecnica di lavorazione del cibo, rappresenta un'innovazione recente, di scarsa utilita o addirittura di dubbia salubrita.
Secondo la dieta crudista, l'utilizzo del fuoco in cucina inibisce la percezione della cottura vengono imputate la distruzione vitaminica, enzimatica, degli auxoni e la coagulazione proteica.


In definitiva, la dieta crudista rinuncia totalmente al trattamento termico delle vivande, considerando il cibo cotto alla stregua di una sgradevole zavorra per l'organismo.


Uno dei principi cardine della dieta crudista ci riconduce ad uno studio condotto nel 1937 dal medico svizzero dott. Kouchakoff, egli dimostro che il cibo cotto induce una risposta organica di leucocitosi (aumento dei globuli bianchi) a livello sistemico. Nel 1934, il medico italiano dott. Lusignani ne segui la falsa riga e scopri un'ulteriore caratteristica della reazione ai cibi vasocostrizione; successivamente, il medico dimostro che consumando ESCLUSIVAMENTE cibi crudi l'organismo tende a ridurre i globuli bianchi circolanti (leucopenia) e rilassa la muscolatura liscia dei capillari con effetto di vasodilatanzione.
Secondo la dieta crudista, le suddette reazioni di difesa attuate dall'organismo in seguito all'assunzione di cibi cotti incidono significativamente sullo stato di salute generale; ovviamente, questa affermazione prescinde totalmente dai risultati di molte altre sperimentali che hanno valutato la leucocitosi post-prandiale una condizione assolutamente FISIOLOGICA.


Dal punto di vista alimentare, la dieta crudista si associa pienamente alla frutta e soprattutto degli ortaggi crudi, mirando alla conservazione di alcuni principi nutritivi termolabili come le digestione di patate, rape e bietola crudi; per non parlare di castagne e legumi. Non credo sia uno spettacolo entusiasmante!


Inoltre (citazione di chi l'ha provata), pare che la dieta crudista induca spesso reazioni intestinali avverse, come tensione addominale, flatulenza gassognea; praticamente, l'esatto il contrario di cio che si potrebbe aspettare un potenziale consumatore nei confronti di un regime alimentare naturale.


Soprattutto nelle donne, la dieta crudista NON migliora la resistenza alle basse temperature, anzi, l'abolizione dei cibi caldi favorisce la percezione del freddo riducendo ulteriormente la praticabilita di questo regime alimentare nella stagione invernale.
Dal punto di vista igienico, la dieta crudista e un vero disastro. I seguaci di questo stile alimentare si appigliano a concetti un po' bislacchi, demonizzando il cibo pastorizzato o sterilizzato; ovviamente, secondo i crudisti questo vale ANCHE per l'alimentazione animale e negli appositi spazi web e possibile leggere vaneggiamenti su eventuali speculazioni economiche nel campo della veterinaria (meglio non approfondire ulteriormente). Se questo puo sembrare un atteggiamento potenzialmente rischioso per la diffusione di malattie negli allevamenti, si dovrebbe stendere un velo pietoso in merito alla salubrita dei cibi destinati all'alimentazione umana. La presenza INEVITABILE di parassiti (Entamoeba histolytica/dispar, Giardia lamblia, Trichuris trichiura, Strongyloides stercoralis, Ancylostoma duodenale, Ascaris lumbricoides, Hymenolepis nana, Taenia solium, Taenia saginata, Echinococcus granulosus, Enterobius vermicularis), delle muffe (Aspergillus, Penicillium, Fusarium, Alternaria) e dei batteri (Clostridium botulinum e perfrigens, Bacillus Cereus, Salmonella typhi e paratiphi, Staffilococcus Aureus ecc.) negli alimenti e un'incognita da non sottovalutare. Basti pensare che per una donna gravida, l'adesione alla dieta crudista significherebbe aumentare vertiginosamente il rischio di complicazioni per il nascituro. quali malformazioni fetali o aborto. Lo stesso vale per i pazienti immuno-depressi come i chemio-terapizzati ed i soggetti affetti da AIDS.


Ricordiamo inoltre ai seguaci della dieta crudista che gli enzimi contenuti negli alimenti vengono comunque denaturati dal PH gastrico e successivamente scissi dalle peptidasi pancreatica ed intestinale; pertanto, la presenza o meno di queste molecole attive negli alimenti e un incognita che non ci tocca minimamente.
Al contrario di quanto sostiene la dieta crudista, la cottura e un procedimento che, se svolto adeguatamente, facilita la digestione e, in alcuni casi, favorisce anche l'assorbimento dei principi nutritivi (come la biotina contenuta nell'albume d'uovo).