Colesterolo VLDL pericoloso


Il colesterolo VLDL e una lipoproteina, proprio come l'LDL, l'HDL ed i chilomicroni, ma con composizione e densita specifiche; VLDL e l'acronimo di Very Low Density Lipoprotein, ovvero lipoproteina a densita molto bassa, caratteristica fisica derivante dalla maggior quantita di trigliceridi rispetto a quella del grassi che vengono sintetizzate dal fegato e fungono da trasportatori di lipidi verso i tessuti periferici (soprattutto muscolare e adiposo); in tal modo, le VLDL perdono densita e si trasformano dapprima in IDL (Intermediate Density Lipoproteins - intermedie) e poi in LDL, le quali continuano a circolare trasportando il colesterolo come ULTIMO elemento di cessione.



Calcolo colesterolo VLDL

Il colesterolo VLDL fa parte del colesterolo totale e, come per l'HDL, la sua stima e indiretta; il colesterolo VLDL viene calcolato mediante l'operazione trigliceridi nel sangue/5, ma la stima sembra essere veritiera SOLO entro valori di Trigliceridi ematici inferiori a 400mg/dl.

Il calcolo delle VLDL e un passo essenziale della ben nota formula di Friedewald necessaria alla stima del colesterolo totale sanguigno:

ColesteroloTOT = HDL + LDL + VLDL

A questo punto, una domanda sorge spontanea:

Se il colesterolo VLDL trasporta una grossa quantita di trigliceridi ed e il precursore del colesterolo cattivo... anche il suo eccesso, come quello delle LDL, puo essere definito pericoloso?

In effetti, livelli eccessivi di colesterolo VLDL NON costituiscono un indicatore metabolico di buona salute, al contrario! Sono sempre indicatori di abuso alimentare e/o alcolico, fino a raggiungere una correlazione diretta con la formazione dell'aterosclerosi sia coronarica, sia cerebrale (infarto o ictus); ricordiamo inoltre che alti livelli di VLDL, quindi di trigliceridi nel ipertensione arteriosa (aggravata soprattutto dall'eccesso di grasso corporeo, alcol nella dieta) che di per se aumenta ulteriormente il rischio cardio circolatorio.
Il valore normale di colesterolo VLDL nel sangue (prelievo a digiuno) si aggira tra i 5 ed i 30mg/dl; quindi, se e vero che VLDL = trigliceridi/5, in base al valore di trigliceridi totali nel sangue potremmo risalire alla frazione di colesterolo VLDL circolante.

Facendo un esempio: se nelle analisi compare la voce Trigliceridi 150mg/dl, le VLDL saranno pari a 150/5=30mg/dl.

Quando la formula di Friedewald non basta... come si predice il rischio cardiovascolare?


La formula di Friedewald e un ottimo mezzo di valutazione delle lipoproteine, quindi del colesterolo e trigliceridi); tuttavia, alcuni approfondimenti hanno dimostrato che tale sistema si rivela impreciso con valori di trigliceridi che superano i 400mg/dl, vanificando totalmente l'importanza della formula per la stima del rischio cardiovascolare.


Apoproteine delle VLDL, LDL e HDL: rapporto nel sangue


Sappiamo che le lipoproteine sono composte da lipidi e APOLIPOPROTEINE (con funzioni specifiche in base alla lipoproteina stessa), che interagiscono vicendevolmente nel corso del ApoA1 (costituiscono + del 70% delle APO contenute nelle HDL) e le ApoB100 (presenti nelle VLDL, nelle LDL e nella Lipoproteina (A)); le ApoA1 sono quindi generalmente proporzionali al quantitativo di HDL, mentre le ApoB100 corrispondono ai livelli di VLDL e LDL circolanti. Sapendo che, in virtu delle loro dimensioni, ogni LDL contiene una sola ApoB, stimando il quantitativo di ApoB e possibile ricavare indirettamente la quantita di LDL... che all'apparenza non sembrerebbe una grande conquista, visto che le LDL sono anche direttamente estrapolabili dalle comuni analisi di laboratorio. Tuttavia, mediante il rapporto dell'uno e dell'altro valore (LDL/ApoB), e possibile capire se le LDL siano normali e funzionanti o piccole e dense, quindi verosimilmente ossidate e potenzialmente depositanti nelle arterie; in quest'ultimo caso, il rischio di aterogenesi aumenterebbe notevolmente! Infatti, le LDL piu piccole, dense ed aterogene, sono piu ricche in ApoB e meno in colesterolo rispetto alle LDL piu grosse, che risultano meno dense e meno aterogene.

se il rapporto LDL/apoB e a favore dell'apoB vi saranno molte LDL piccole, se invece e a favore delle LDL, tali lipoproteine presenteranno grandi dimensioni (risultando quindi meno aterogene). rapporto LDL/HDL.
In definitiva, la ricerca delle Apo e in grado di fornire SEMPRE (anche con trigliceridi molto elevati) un prospetto indicativo del rapporto LDL/HDL e di rendere comprensibile il parametro di dimensione e densita (quindi della pericolosita) riferita alle LDL circolanti.
Questo valore risulta correlato anche ad altri importanti elementi: e un marcatore della sindrome metabolica (poiche associato ad insulino-resistenza e inversamente correlato all'adiponectina circolante), e un indicatore di obesita viscerale e non sottocutanea, e un predittore di danno d'organo a carico dei vasi ed e un indicatore di efficacia terapeutica ipocolesterolemizzante.