Apnea Subacquea Rischi e Pericoli


Nell'articolo che seguira verra trattato un argomento fondamentale, comune a tutte le attivita sportive potenzialmente a rischio: la SICUREZZA; piu precisamente la riduzione dei rischi e dei pericoli nell'attivita dell'apnea subacquea.
L'apnea subacquea e una disciplina sportiva praticabile a tutti i livelli, dall'amatoriale al professionismo; si tratta di un cosiddetto sport MINORE, in quanto il livello di popolarita e l'importanza degli sponsor risultano assolutamente marginali rispetto a molte altre attivita piu conosciute (calcio, pallavolo, pallacanestro, nuoto, tennis ecc). L'apnea subacquea si svolge in acqua, quindi in un ambiente speciale, e per definizione e caratterizzata dalla totale assenza di ventilazione polmonare durante la performance (NON va quindi confusa con l'immersione provvista di autorespiratore - ARA). Le specialita dell'apnea subacquea sono molte ed abbastanza eterogenee:

  • Apnea Statica: e considerata la forma piu pura di apnea subacquea. Consiste nel raggiungimento del tempo massimo di assenza respiratoria; l'allenamento specifico e costituito soprattutto da training mentale (guidato e/o autogeno), esercizi/esercitazioni di profondismo (per facilitare la compensazione dei seni). Il volume di allenamento specifico e abbastanza ridotto e si caratterizza per l'ampiezza dei tecniche di respirazione prana-yama (ventilazione profonda, diaframmatica e controllata) che consentono di raggiungere un livello eccellente di ossigenazione (O2) e di rilassamento psico-fisico, mentre dovrebbe ripudiare totalmente la pratica dell'iperventilazione forzata (frequente ed innaturale). Il prana-yama determina un rallentamento della frequenza cardiaca, un massaggio viscerale diaframmatico che favorisce la circolazione sistemica (spremitura della milza e del fegato) ed un atteggiamento mentale adeguato alla gestione della propria autonomia durante l'apnea. L'iperventilazione, invece, provoca una riduzione drastica della pressione parziale dell'anidride carbonica (CO2) del dispendio energetico e dell'ossigeno a riposo (riducendo anche l'autonomia dell'apnea), e POSTICIPA eccessivamente la percezione della fame d'aria e delle contrazioni respiratorie diaframmatiche VANIFICANDONE l'azione di campanello fisiologico. In parole povere, mentre la ventilazione prana-jama favorisce l'autonomia e la consapevolezza della propria condizione fisica, l'iperventilazione determina un'alterazione del ph ematico, induce stordimento e compromette la naturale interpretazione dei segnali fisici AUMENTANDO LE POSSIBILITA' DI INFORTUNIO PER APNEA ECCESSIVAMENTE PROTRATTA.