Alimentazione per le malattie dellesofago e malattia da reflusso


Le malattie che colpiscono l'esofago determinano un'alterazione della bolo nello stomaco e del contenimento gastrico.

In linea di massima, l'alimentazione NON risulta direttamente coinvolta nella patogenesi di queste malattie, tuttavia puo essere determinante nella riduzione dei cardias (inferiormente).
Come tutte le strutture anatomiche del corpo umano, l'esofago e soggetto ad alterazioni patologiche che ne compromettono l'integrita strutturale, di conseguenza il meccanismo fisiologico d'azione. E' quindi deducibile che le malattie dell'esofago determinino essenzialmente l'alterazione della motilita peristaltica... che tradotto in parole povere significa la compromissione del trasporto alimentare dalla faringe allo stomaco. Questo avviene grazie ad un movimento ad onda che spreme progressivamente il contenuto esofageo dall'alto verso il basso: mentre un segmento di muscolatura esofagea a monte si contrae, il tratto a valle si rilassa; successivamente sarà quest'ultimo a contrarsi e così via, con successione dall'alto al basso fino alla completa discesa del bolo alimentare nello stomaco.
Le malattie dell'esofago sono di due tipi: alcune dette da ipermotilita, ovvero determinate da: un'aumentata capacita contrattile in concomitanza ad una mancata coordinazione tra gli stimoli e all'incapacita di rilascio del cardias; altre classificabili per ipomotilita, ovvero generate dall'insufficienza contenitiva del cardias. In merito a queste ultime, la manifestazione clinica preponderante e la MRGE -malattia da reflusso gastro-esofageo che, se trascurata, puo sfociare nell'infiammazione cronica fino a determinare esofagite e/o esofago di Barrett.

Alimentazione nella malattia da reflusso gastro-esofageo

I consigli igienico-alimentari che riguardano le malattie dell'esofago, in realta, si riferiscono fondamentalmente alla malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE).
La MRGE e una malattia cronica e potenzialmente recidivante, pertanto l'alimentazione specifica non dev'essere considerata una terapia transitoria, bensi una condizione permanente.

La malattia da reflusso gastro-esofageo si associa frequentemente ad un altro disturbo, o meglio, ad un'alterazione anatomica che tende a peggiorare i sintomi e le relative complicanze: l'ernia iatale; quest'ultima altro non e che un'invaginazione (una specie di risucchio) della porzione gastrica superiore (parte cardiaca) al di sopra del diaframma, dove dovrebbe terminare l'esofago.

L'ernia iatale, la MRGE e le relative complicanze sono strettamente correlate alle condotte alimentari inappropriate, al obesita viscerale; ne deriva che, nell'eventualita che i soggetti affetti da MRGE ed ernia iatale si caratterizzino per un eccesso di adipe o di grasso viscerale, il primo accorgimento dietetico utile a correggerne l'alimentazione e la RIDUZIONE ENERGETICA COMPLESSIVA. Inoltre, ad essa sarebbe auspicabile associare:

  1. la diminuzione delle porzioni di consumo, quindi una riduzione del volume dei pasti;
  2. Il consumo di colazioni, pranzi e cene molto poco abbondanti, in quanto l'eccesso favorisce sia la comparsa che la cronicizzazione dei sintomi.
  3. la riduzione drastica (meglio l'abolizione) delle spezie, del te e del caffe; questi condimenti/alimenti favoriscono sia l'acidita che il riversamento del contenuto gastrico all'interno dell'esofago.
  4. L'eliminazione delle componenti che RIDUCONO il tono dello SFINTERE ESOFAGEO INFERIORE peggiorando il contenimento gastrico e facilitando il reflusso; sono rispettivamente: il cacao e/o il cioccolato, il fumo di sigaretta e la menta.
  5. Sarebbe anche auspicabile seguire i acidita gastrica, ad esempio moderare le porzioni dei cibi iperproteici ed iperlipidici (sia stracotti che poco cotti), limitare le bevande alcoliche, fare attenzione alla digeribilita del latte ecc.

Riassumendo le linee guida per un'alimentazione mirata alla riduzione dei sintomi della MRGE (anche preventiva verso l'esofagite e l'esofago di Barrett), ricordiamo che risulta INDISPENSABILEEVITARE:

Alimenti ricchi di grassi

Grosse porzioni in genere e soprattutto di cibi iperproteici e/o iperlipidici, sia stracotti che crudi

Caffe, te, alcolici, bibite gassate e acide

Cioccolato, menta e spezie

Cipolla e aglio

Cibi molto freddi e molto caldi

Pasti serali abbondanti e latte prima del sonno

Di coricarsi dopo i pasti

Di mangiare velocemente masticando poco

Di eseguire sforzi fisici dopo i pasti

Di indossare vestiti e cinture troppo stretti dopo i pasti.

NB. E' invece CONSIGLIATO l'utilizzo di chewin-gum in quanto puo facilitare la clearance esofagea stimolando la salivazione e la frequenza della deglutizione.
Un corretto stile di vita e in grado di ridurre la sintomatologia nel 20-30% dei casi.