Alimentazione e Calcoli Biliari


I calcoli della cistifellea, cosi come quelli dei dotti biliari (del dotto cistico, del coledoco ma anche del dotto pancreatico), rappresentano i disturbi e/o la complicanza piu frequenti delle vie biliari; inoltre, pare che (oltre ad una predisposizione individuale) sia l'insorgenza che la prevenzione delle recidive dipendano fortemente dall'alimentazione del soggetto.

Cosa bisogna sapere dei calcoli biliari

In medicina, i calcoli biliari sono meglio conosciuti col termine di litiasi biliare; si stima che colpiscano il 6-10% della popolazione generale adulta con FREQUENZA QUASI DOPPIA NEL SESSO FEMMINILE rispetto a quello maschile, per un totale (in Italia) di circa 3.000.000 di persone. Si veda a tal proposito l'articolo relativo all'epidemiologia ed ai fattori di rischio per la comparsa di calcoli biliari.
I calcoli biliari non sono tutti uguali; prescindendo dalle differenze soggettive di dimensione e numerosita, e possibile distinguere DUE tipi principali di calcoli biliari:

  • A base di cirrotici, mentre altri sono bruni e tipici delle malattie infettive dell'albero colecistico o delle parassitosi.

    NB. Nei pazienti occidentali prevalgono i calcoli biliari a base di colesterolo. Questi dipendono SENSIBILMENTE dall'alimentazione e si formano in tre stadi:

  • Saturazione della bile
  • Nucleazione
  • Formazione

Alimentazione: causa primaria nella formazione dei calcoli biliari di colesterolo


I calcoli biliari a base di colesterolo si formano in seguito all'alterazione dell'equilibrio tra: COLESTEROLO BILIARE (fondamentale alla formazione della BILE, un succo digestivo chimico fisicamente definibile come una sospensione), SALI BILIARI e FOSFOLIPIDI. Se l'alimentazione risulta particolarmente RICCA di colesterolo* e possibile che l'eccesso di questo lipide-steroide nella bile rompa l'equilibrio della sospensione; per farla breve, l'alterazione dell'equilibrio di sospensione biliare favorisce la precipitazione (il deposito) del colesterolo che successivamente cristallizza per poi aggregarsi e formare i calcoli biliari.
*Vedi: Cibi con colesterolo


Un altro fattore di rischio estremamente importante, e come il precedente strettamente correlato all'alimentazione del soggetto, e la ridotta motilita/contrattilita della cistifellea. Questa (che di per se potrebbe essere patologicamente pigra) contraendosi rimescola e svuota la bile prevenendo la precipitazione del colesterolo. Considerando che la cistifellea viene sollecitata dai pasti ed in particolar modo da quelli contenenti GRASSI alimentari, se ne evince che: una dieta caratterizzata da lunghi periodi di digiuno... o anche semplicemente da lunghi periodi dietetici in carenza di lipidi... determina la riduzione della motilita della cistifellea che impedisce sia il rimescolamento che lo svuotamento della bile (stasi biliare), favorendo la precipitazione del colesterolo con successiva formazione dei calcoli biliari.


E' il caso di rammentare anche altri fattori di rischio per la formazione dei calcoli biliari dipendenti dall'alimentazione: dislipidemie, diabete, obesita, terapie estrogeniche e programmi dimagrimenti eccessivamente rapidi.

Conseguenze dei calcoli biliari

Nella maggior parte dei casi, i soggetti affetti da calcoli biliari rimangono lungamente privi di sintomi; in una minoranza delle casistiche, invece, possono manifestarsi: coliche biliari post-prandiali e vomito alimentare per una durata di 30-180', nelle quali spesso e necessario intervenire con una terapia farmacologica a base di antispastici ed antidolorifici. Nelle situazioni piu gravi puo essere necessario rompere-rimuovere i calcoli o addirittura asportare l'intera cistifellea (colecistectomia). NB. L'esame di routine per la diagnosi dei calcoli biliari e l'ecografia addominale.

Alimentazione per i calcoli biliari

Il primo consiglio per limitare l'insorgenza dei calcoli biliari e quello di rientrare in normopeso; pertanto, in condizioni di sovrappeso od obesita si rende necessaria la terapia ipocalorica dimagrante NORMOripartita: 25-30% delle calorie fornite dai lipidi, il 13% dai protidi (o 0,75-1,2g di peso corporeo), e la rimanenza dai glucidi.
In secondo luogo, l'alimentazione del soggetto DEVE essere mirata alla riduzione delle condizioni dismetaboliche di cui sopra, quindi utile al rientro nei parametri di normalita riferiti soprattutto a colesterolemia, trigliceridemia e bilancio idrico apportato con l'alimentazione sia sufficiente a mantenenre l'alimenti con maggior quantita d'primi piattibrodosi, ortaggi e frutta)

2. l'abitudine a bere circa 1ml di acqua per ogni kcal introdotta; ad esempio, in una dieta da 1800 kcal sono necessari almeno 1,8 litri d'acqua.
Alcuni studi statistici hanno poi dimostrato una correlazione tra dieta ricca di zuccheri raffinati, povera in calcoli alla cistifellea. Probabilmente si tratta di un rapporto indiretto ma, a conferma di cio, e emerso che le diete a prevalenza vegetariana (che al contrario di quanto si possa pensare NON sono IPOlipidiche) risultano maggiormente protettive rispetto a quelle con una maggior componente di alimenti di origine animale.
Si tenga anche conto che, nei pazienti lungo-degenti (peggio se alimentati per via parenterale), la contrattilita della colecisti risulta fortemente limitata dalla scarsita degli stimoli indotti dall'alimentazione, dalla postura e dall'assenza di movimento fisico.
Infine, si consiglia una regolare attivita fisica la quale, probabilmente a causa delle sollecitazioni meccaniche e/o chimiche, favorisce il rimescolamento dei succhi biliari.