Acido Linoleico


Acido linoleico (LA 18:2) e un lipide essenziale con 18 atomi di carbonio che, assieme all'acido gamma-linolenico (GLA 18:3), all'acido diomo-gamma-linolenico (DGLA 20:3), ed all'acido arachidonico (AA 20:4), costituisce il gruppo degli acidi grassi essenziali omega 6.


L'acido linoleico e un precursore fondamentale di alcuni bioregolatori endogeni:

  • le prostaglandine, che svolgono una funzione molto importante nei processi infiammatori
  • i trombossani, coinvolti nella coagulazione del sangue.

Uno degli effetti benefici dell'acido linoleico e senz'altro quello legato all'abbassamento del colesterolo TOTALE; il DGLA agisce (piu dell'acido oleico - omega 9) sulla sensibilizzazione recettoriale del fegato alle lipoproteine, con l'inconveniente (assente per l'omega 9) di ridurre leggermente le lipoproteine ad alta densita (HDL o colesterolo buono). Per alcuni specialisti, l'ipercolesterolemia si correlano soprattutto all'alterazione del RAPPORTO tra le lipoproteine (LDL/HDL); inoltre, preoccupazioni sono state sollevate circa una possibile attivita pro-infiammatoria degli omega-6 presenti nella dieta. A tal proposito e opportuno considerare che:

  • tra i fattori di rischio per le patologie cardio-circolatorie figurano non solo le alterazioni del rapporto lipoproteico, ma anche i LIVELLI TOTALI di colesterolo ematico. Inoltre, in termini percentuali, l'acido linoleico abbassa i valori di LDL molto piu di quelli delle HDL, che in generale tenderanno a stabilizzarsi; il risultato e una riduzione del rapporto C. totale/C. HDL. A seconda degli studi considerati, infatti, l'impatto dell'acido linoleico sui valori delle HDL puo essere leggermente negativo, stabile o leggermente positivo, mentre vi e concordanza nella riduzione significativa delle LDL.
  • Ricche evidenze di letteratura mostrano che un adeguato apporto alimentare di acidi grassi omega 6, in particolare di acido linoleico, e utile nella riduzione del rischio cardiovascolare. Per ottenere tale beneficio e fondamentale che questi grassi vadano a sostituirsi (non ad aggiungersi) agli apporti alimentari di grassi saturi e trans (contenuti nei grassi animali, nelle carni suine e bovine, e nelle margarine di vecchia generazione).
  • Gli studi sull'uomo non identificano alcuna correlazione diretta tra il consumo alimentare o i livelli plasmatici di acido linoleico e delle principali citochine infiammatorie. Alcuni studi attribuiscono all'acido linoleico addirittura un'azione anti-infiammatoria.

L'acido linoleico e contenuto principalmente nei semi di girasole, nel germe di grano, nel sesamo, nelle noci, nei semi di soia, nel mais, nelle olive e nei relativi olii. Secondo le fonti LARN (Livelli di Assunzione Raccomandata di Nutrienti per la popolazione italiana), l'apporto di acidi grassi essenziali omega 6 deve costituire il 2% delle chilocalorie totali ed il rapporto tra omega 6 ed omega 3 dovrebbe essere almeno 6:1, o ancora meglio 4:1; tuttavia, si e stimato che nell'alimentazione italiana il rapporto tra omega 6 ed omega 3 e compreso tra 10:1 e 13:1.


ALIMENTO LA %
Olio di Cartamo 78%
Olio di Vinaccioli 73%
Olio di semi di papavero 70%
Olio di girasole 68%
Olio di canapa 60%
Olio di mais 59%
Olio di germe di grano 55%
Olio di semi di cotone 54%
Olio di semi di soia 51%
Olio di noce 51%
Olio di sesamo 45%
Olio di crusca di riso 39%
Olio di pistacchio 32.7%
Olio di arachidi 32%
Olio di colza (canola) 21%
Grasso di pollo 18-23%
Olio di semi di lino 15%
Lardo 10%
Olio di Oliva 10%
Olio di Palma 10%
Burro di Cacao 3%
Olio di Macadamia 2%
Olio di cocco 2%

Un eccesso di acido linoleico nella dieta a discapito dell'acido alfa linolenico potrebbe rappresentare un fattore di rischio per le malattie ad origine infiammatoria/autoimmune, quali aterosclerosi, malattie cardiovascolari, artrite reumatoide, diabete ed obesita.
In merito alla tossicita derivante dall'assunzione di elevate dosi di acido linoleico (20% delle calorie totali), nel breve termine e stato osservato che un eccesso di puo provocare danni metabolici e funzionali anche importanti:

  • formazione di lipoperossidi tossici, molecole estremamente nocive per il fegato, specie in assenza di adeguati livelli di antiossidanti;
  • alterazioni della funzione immunitaria.

Al fine di evitare tali complicazioni, i LARN raccomandano un'assunzione abituale di acido linoleico inferiore al 10-15% delle olio di semi di lino, l'olio di canola, l'olio di noci e l'olio di canapa).